“Non permettere mai a nessuno di dire che non sai fare una cosa”

Facciamo del nostro meglio, sempre!

 

Guida la tua canoa

Guida tu stesso la tua canoa, non contare sull’aiuto degli altri. Tu parti dal ruscello della fanciullezza per un viaggio avventuroso, di là passi nel fiume dell’adolescenza: poi sbocchi nell’oceano della virilità per arrivare al porto che vuoi raggiungere.

Incontrerai nella tua rotta difficoltà e pericoli, banche e tempeste. Ma senza avventura, la vita sarebbe terribilmente monotona. Se saprai manovrare con cura, navigando con lealtà e gioiosa persistenza, non c’è ragione perché il tuo viaggio non debba essere un completo successo; poco importa quanto piccolo fosse il ruscello dal quale un giorno partisti.

Buona Pasqua

Ecco gli auguri che arrivano dal Responsabile Regionale e dall’AE Regionale attraverso una riflessione del Cardinale Gianfranco Ravasi.

 

SIATE PRONTI A RISPONDERE

C’è, una possibilità di testimonianza ed è quella che deve spingere i nostri passi verso coloro che sono soli e abbandonati. Neanche il giorno di Pasqua il loro telefono squillerà. Rimarranno là nel loro appartamento – come scriveva un nostro poeta, Giorgio Caproni – davanti a una parete: soli, con le loro ragioni e i loro torti, a parlare ai morti, perché nessun vivo si ricorda e pensa più a loro. Il cristiano dovrebbe scovare nei giorni pasquali, all’interno del suo quartiere o del suo condominio una persona (anziana, malata, straniera) per la quale la “risurrezione” può riprodursi e attuarsi attraverso il suo gesto d’affetto, una parola di vicinanza, un ascolto partecipe. 

E, infine c’è tutto quel grande “cortile” che spesso – come accadeva nel tempio di Gerusalemme – si allarga proprio davanti alle nostre chiese, nelle piazze “laiche”: penso, ad esempio, a piazza Duomo a Milano, ove si accalcherà una folla che non si azzarderà certo a superare i portali dell’edificio sacro per gettare uno sguardo su quel Cristo crocifisso, sulle grandi immagini della sua storia umana e divina, a sostare in silenzio almeno con la propria coscienza. Ebbene, chi è nel tempio e ora canta e prega, dev’essere capace – una volta uscito in quel “cortile” che è poi la vita quotidiana, che è il lavoro, la scuola, la società – di mettere in pratica quello che già secoli fa suggeriva ai cristiani l’apostolo Pietro: «Siate pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. E questo sia fatto con dolcezza, rispetto e retta coscienza» (1Pietro 3,15-16). Parola e vita da portare in quel “cortile”, senza vergogna e senza asprezza, non nascondendo sotto il moggio la propria luce, ma neanche volendo scagliarla contro gli altri. 

Lasciarla risplendere «davanti agli uomini perché vedano le vostre opere buone»: alla fine, forse, anche loro saranno pronti lungo vie inattese «a rendere gloria al Padre che è nei cieli» (Matteo 5,16). 

Gianfranco Ravasi

Ci vuole ispirazione!

“Per costruire la nostra nazione

dobbiamo tutti cercare di superare le nostre aspettative”.

Solo una Comunità che si lascia ispirare “a fare”, potrà realizzare grandi sogni.

Solo chi abbandona i personalismi e predilige la collettività sarà protagonista della costruzione di un mondo nuovo.